PROTOCOLLI

  1. Generalità: perchè i protocolli

  2. La prevenzione e il controllo delle infezioni in Terapia Intensiva

  3. Nutrizione Enterale

  4. Protocollo Nutrizione Parenterale Totale NPT

  5. Posizionamento e mantenimento del C.V.C

  6. Eparinizzazione dei C.V.C.

  7. Infezioni correlate al catetere e batteriemia associata

  8. Posizionamento e mantenimento dei cateteri arteriosi

  9. Protocollo per le emocolture

  10. Aspirazione endotracheale

  11. Protocollo per il cambio della cannula tracheostomica

  12. Protocollo per l'esecuzione della tracheostomia percutanea dilatativa PDT secondo Ciaglia

  13. Cura e igiene del cavo orale e degli occhi

  14. Fattori di rischio per lo sviluppo di lesioni della cute e delle mucose nel paziente critico

  15. Protocollo per il drenaggio pleurico

  16. Protocollo per la manutenzione e lavaggio del fibrobroncoscopio

 

 

1) PERCHE' I PROTOCOLLI ?

PREMESSA

STANDARD: modello qualitativo a cui far riferimento nell'erogare le prestazioni infermieristiche. Modello da adottare nell'ambito di un 'equipe per rendere più facile e valutabile il suo operato: si compone di strumenti di orientamento, di indirizzo, di controllo del comportamento professionale.

Gli standard sono definiti a livello nazionale e internazionale (consensus di esperti) e sono standard di riferimento, validi per tutti.

PROTOCOLLI: Hanno l'obiettivo di orientare, di facilitare, di controllare/valutare il comportamento professionale strutturando delle linee guida operative di tipo trasversale.

Nascono, quelli a valenza locale, dall'esigenza di migliorare l'assistenza da parte di tutti.

Necessitano della collaborazione attiva di tutti i componenti.

L'applicazione dei protocolli ha lo scopo di:

Protocolli di assistenza, di prevenzione, di ricerca.

COLLABORAZIONE TRA I MEMBRI DELLO STAFF(medico/inferm.)

Dal modello tradizionale, gerarchico, verticale la collaborazione si trasforma in orizzontale:

medico---------------->paz.<--------------inf. prof.unità che provvede alla cura del paz.

 

PREREQUISITI ESSENZIALI AD UN' EFFICACE/EFFETTIVA COLLABORAZIONE:

 

 

2) LA PREVENZIONE E IL CONTROLLO DELLE INFEZIONI:

**Provvedere al lavaggio delle mani prima e dopo ogni contatto col paziente rappresenta la procedura singola più importante.

Usare saponi e/o antisettici (es. Clorexidina al 2% che non è irritante ed è attivo sia contro i Gram + che contro i Gram -, che contro i miceti).

La maggior parte della flora batterica patogena può essere allontanata col sapone. (Sommelweiss e la sepsi puerperale 100 anni fa !). I chirurghi aderiscono ad una procedura fissa, gli altri no !).

Indossare i guanti prima del contatto col sangue, secrezioni, cute non integra, sost. organiche ecc.

Indossare occhiali, mascherina, copricapo, vesti monouso quando si prevede la possibilità che sangue, secrezioni del paz. possano contaminare l'ambiente, la cute, il viso.

Non cercare di incappucciare gli aghi ma gettarli negli appositi contenitori.

Gettare il materiale infetto negli appositi contenitori per i rifiuti

ospedalieri da trattare.

 

**INTRODUZIONE DI CATETERI INTRAVASCOLARI (C.V.C.):

Cause di infez./Colonizzaz.

INTERVENTI:

 

** CATETERI VESCICALI:

Cateterizzare sterilmente, sistema chiuso, accurata igiene periuretrale

(vedi protoc. apposito)

 

** MANTENERE IL NORMALE PH GASTRICO:

Oltre lo stomaco anche l'orofaringe può costituire un serbatoio importante di microrganismi responsabili della polmonite (sopratutto gram -).

Nei soggetti sani sono pochi i microrganismi che arrivati nello stomaco, riescono a sopravvivere ad un ph cosi' basso.

Cause di alterato PH:

INTERVENTI:

**EVITARE I FENOMENI DI RIFLUSSO GASTRICO:

 

**PROTESI E DISPOSITIVI PER L' ASSISTENZA RESPIRATORIA

I paz. sottoposti ad intubazione prolungata e a ventilazione meccanica (assistita/controllata), presentano un rischio aumentato di complicanze (+37% negli intubati fino a 7 gg.; +52% per periodi > a 7 gg.).

COMPLICANZE:

° Comuni: (infezioni-polmonite-, perdita di volume, emorragia,

aspirazione, pneumotorace, enfisema sottocutaneo, pneumomediastino,

atelettasie, edema laringeo, ulcera e granuloma laringei, stenosi

larigotracheali,tracheomalacia).

° Rare: ( sublussazioni cricoaritenoidi, stenosi cicatriziali, paralisi delle

corde vocali, necrosi tracheali, rottura tracheale, ascessi paratracheali,

fistola tracheoesofagea )

LA CAUSA delle infezioni è dovuta alla migrazione di batteri nel trattorespiratorio distale per :

INTERVENTI:

PROGRAMMI DI EDUCAZIONE/SENSIBILIZZAZIONE/CONTROLLO DELLE INFEZIONI

 

ANTIBIOTICOTERAPIA MIRATA E NON PROLUNGATA PER NON SVILUPPARE FENOMENI DI RESISTENZA

° Uso giudizioso degli antibiotici a largo spettro

 

3) LA NUTRIZIONE ENTERALE

SONDINO NASOGASTRICO

MATERIALE OCCORRENTE:

PROCEDURA DI POSIZIONAMENTO DEL S. N. G.:

- aspirando con la siringa per vedere se è presente succo gastrico

- nel caso non vi sia ristagno gastrico insufflare dell'aria ascoltando

sull'epigastrio col fonendoscopio.

- introdurre da 10-50 cc. d'acqua, aspirando con la siringa.

SOMMINISTRAZIONE DELLA NUTRIZIONE ENTERALE MEDIANTE S.N.G.

NELLA SOMMINISTRAZIONE A BOLO:

NELLA SOMMINISTRAZIONE IN POMPA VEDERE LINEE GUIDA

SE IL PAZ. HA UNA GASTROSTOMIA/DIGIUNOSTOMIA:

MONITORAGGIO DEL PAZ. ALIMENTATO PER VIA ENTERALE

LINEE GUIDA PER LA N.E. IN POMPA

INIZIO A 30 ml./h.

Stop al Sucralfato

 

ASPIRARE dopo 4 hrs.,

il R.G. è > di 200 ml. ?

 

SI NO

 

Risomministrare.

Risomministrare 200 ml. e Aumentare la velocità

mantenere la velocità di 30 ml./h. ogni 4 hrs.

 

Riaspirare dopo 4 hrs., il NO E' stata raggiunta la

R.G. è > di 200 ml. ? quantità di 1800 ml/die NO

o quella prescritta ?

 

SI SI

 

Risomministrare 200 ml

Iniziare peristaltogeni

Diminuire velocità Aspirare ogni 6 hrs.,

da 30 a 10 ml/h. poi ogni 8 hrs.,

infine ogni 12 hrs.

 

Aspirare dopo 4 hrs., NO

R.G. > di 200 ml. ?

SI L'aspirato è >a 200 ml. ?

 

SI NO

Risomministrare 200 ml.

e diminuire velocità a Se il paz. è stabile,

10 ml./h. SNG più fine.

DIETE PER ALIMENTAZIONE ENTERALE

Si inizia in genere con un prodotto isosmolare per evitare problemi di malassorbimento(diarrea ecc.) Es. OSMOLYTE1 KCal./ml.

I paz. con funzionalità intestinale ridotta necessitano di diete arricchite con fibra che aumentano il volume delle feci. Es. OSMORICH 1 KCal/ml.

o NUTRISON FIBRE o FRESUBIN PLUS (iperosmolare, 1 KCal/ml).

Ai paz. respiratori cronici riacutizzati si somministra PULMOCARE (1.5 KCal/ml.) che ha un contenuto di carboidrati minore e maggiore di lipidi per evitare l'aumento della CO2.

Agli insufficienti renali si può somministrare RENAL CARE (2 KCal/ml), prodotto ipoproteico.

I paz. settici o immunocompromessi, con infezioni gravi (AIDS) andrebbero alimentati con diete speciali iperproteiche (ADVERA 1.3 KCal/ml. o FRESUBIN 750 1.5 KCal/ml.).e con sostanze immunomodulatorie (arginina, ac. nucleici ecc.) IMPACT( 1KCal/ml.: Max. 1500 ml/die).

VANTAGGI DELLA DIETA ENTERALE

 

CONTROINDICAZIONI ALLA NET:

COMPLICAZIONI DELLA NET:

N.B.: La maggior parte di queste complicazioni è prevenibile con un attento monitoraggio e nursing; la nausea, il vomito, il ritardato svuotamento gastrico scompaiono in genere col posizionamento della sonda oltre il piloro.

La diarrea molto spesso è associata alla NE e non causata da essa; va tenuto conto dei numerosi farmaci (es. gli antibiotici) che possono essere la causa della diarrea (alterazione microflora intestinale).

 

4) PROTOCOLLO NUTRIZIONE PARENTERALE TOTALE (N.P.T.)

Somministrazione per via endovenosa, tramite un catetere venoso centrale, di un'infusione contenente glucosio, aminoacidi, lipidi, elettroliti, vitamine, oligoelementi, in quantità sufficienti a soddisfare le richieste energetiche dell'organismo e ad impedire il catabolismo al fine di prevenire o correggere la malnutrizione e i suoi esiti. Indicata solo se la nutrizione enterale (N.E.) anche parziale non è attuabile.

MATERIALE OCCORRENTE:

 

MODALITA' DI SOMMINISTRAZIONE:

 

 

PREVENZIONE O RILEVAZIONE PRECOCE DELLE COMPLICAZIONI:

 

- Rilevare se presente febbre, brividi, tachicardia, se il punto d'inserzione del

C.V.C. è arrossato o se sono presenti secrezioni. Non infondere la stessa sacca

per più di 24 ore. Ogni 24 ore cambiare le linee d'infusione. Rispettare

rigorosamente le norme d'asepsi ad ogni cambio di sacca e dei deflussori.

Medicare ogni 48 ore o sec. necessità.

 

5) POSIZIONAMENTO E MANTENIMENTO DEI C.V.C.

PROTOCOLLO:

Intensive Care Med (1995) 21:177-183

 

6) EPARINIZZAZIONE DEI C.V.C.

EPARINA 10 U./ml.(1000 U = 0.2 ml. in 100 ml di NaCl 0.9%)

ATTENZIONE QUANDO IL LUME DEL CVC VIENE RIATTIVATO ASPIRARE SEMPRE PRIMA DI INIETTARE !!!

NEI PAZIENTI CON PROBLEMI DI COAGULAZIONE SI DEVE DISCUTERE SE AGGIUNGERE O MENO L' EPARINA ALLA SOLUZIONE.

LO STESSO VALE QUANDO SI POSIZIONA UN C.V.C.

 

EPARINIZZAZIONE DEI CATETERI DI MAHURKAR

(QUINTON)

 

VIA ARTERIOSA (rossa)=1.2 ml di Eparina pura (1 ml=5000 U.)

VIA VENOSA (blu)=1.3 ml di Eparina pura

OVVIAMENTE QUANDO I LUMI VENGONO ATTIVATI PER LA DIALISI O PER L' INFUSIONE BISOGNA ASPIRARE FINCHE' SI RACCOGLIE IL SANGUE.

 

SACCHE PER LA PRESSIONE INVASIVA

 

Le sacche vanno riempite con soluz. di NaCl allo O.9% senza eparina controllando spesso però la pressione della sacca stessa (< a 300 mm Hg) con il trasduttore regolato a 3 ml/h.

 

PROMEMORIA: L'eparina è un farmaco che può provocare trombocitopenia (emorragia,trombi), interagisce con alcuni farmaci (Valium, Gentalyn ecc.), è costosa. Ci sono quindi molti vantaggi se non si usa per il flushing continuo delle arterie. ovviamente anche la semplice fisiologica ha degli inconvenienti(es. formazione di coaguli /fibrina).

PRELIEVI PER L' EMOGASANALISI

QUANDO SI PRELEVA IL SANGUE DA UN'ARTERIA PER L'EGA SI DEVONO USARE SEMPRE I GUANTI E SI DEVE PULIRE IL RUBINETTO, LA LINEA ECC. DOPO IL PRELIEVO.

A QUESTO SCOPO NON DEVONO MANCARE NEL BOX GARZE, GUANTI, DISINFETTANTE.

 

7) INFEZIONI CORRELATE AL CATETERE E BATTEREMIA ASSOCIATA

 

SITI POTENZIALI DI INGRESSO DEI BATTERI, DI COLONIZZAZIONE, DI INFEZIONE CORRELATE AI CATETERI INTRAVASCOLARI:

 

LA CONTAMINAZIONE (vedi figura) può provenire dalle soluzioni da infondere (presenza di sostanze estranee o contaminazione durante la fabbricazione);

Oppure può essere dovuta a malfunzione del filtro o a manipolazione del set o durante la sostituzione della soluzione.

Può essere anche provocata da:

A livello del catetere la contaminazione può avvenire :

 

8) POSIZIONAMENTO E MANTENIMENTO DEI CATETERI ARTERIOSI

SITI PREFERENZIALI:

Radiale, femorale, ascellare, pedidia(da evitare negli anziani, nei vasculopatici, nei diabetici)

TECNICA D'INSERZIONE:

Sterile (copricapo, maschera, guanti, campo sterile)

DURATA: indefinita

CRITERI PER LA SOSTITUZIONE CON FILO GUIDA:

Evidenza di infiammazione o d'infezione nel punto di ingresso, onda di pressione smorzata, impossibilità di aspirare il sangue(non usare per l'ascellare e coltivare sempre il catetere)

CRITERI PER LA RIMOZIONE:

Ischemia distale, evidenza di microemboli, presenza di sepsi da catetere(> di 15 cfu, con emocolture positive).

CURA E MANTENIMENTO:

Medicazione del punto d'ingresso:

Disinfettare con Betadine, cambio medicazione giornaliero o tre volte/settimana.

Rubinetto, prolunghe, linee:

Disinfettare con betadine per 30'' prima di aspirare il sangue per il prelievo.

Cambiare le prolunghe ogni 72 ore.

 

9) PROTOCOLLO EMOCOLTURE

PREMESSA: L'emocoltura si esegue all'ingresso di un paziente di cui si sospetta un'infezione, possibilmente prima della somministrazione degli antibiotici, in concomitanza ad altri prelievi colturali (es. BAL, broncoaspirato, punta del C.V.C., ecc.), in presenza di brivido e febbre in ascesa, in presenza di febbre senza cause apparenti.

MATERIALE OCCORRENTE:

ESECUZIONE:

AVVERTENZE:

L'asepsi è essenziale: evita i risultati falso-positivi (contaminazione con germi opportunistici). Il sangue prelevato dall' arteria o dal C.V.C. spesso dimostra la colonizzazione del catetere intravascolare e non la batteremia.

L'emocoltura andrebbe eseguita nel paziente non in terapia antibiotica(se possibile). Esistono, anche se raramente disponibili, flaconi di terreno di coltura a cui sono aggiunte delle resine che assorbono gli antibiotici.

 

10) ASPIRAZIONE ENDOTRACHEALE

PREMESSA-INDICAZIONI:

L'aspirazione delle secrezioni tracheobronchiali è una manovra fondamentale in quanto il ristagno delle secrezioni predispone il paz. alle infezioni respiratorie nei paz. intubati e ventilati.

Garantisce la pervietà delle vie aeree.

Supporta la fisioterapia respiratoria.

E' però una manovra potenzialmente favorente le infezioni stesse se non correttamente eseguita.

L'aspirazione deve essere eseguita quando si rileva dall' esame fisico del paz. la presenza di tosse e secrezioni nelle vie aeree.

 

MATERIALE OCCORRENTE:

 

ESECUZIONE:

AVVERTENZE: L'aspirazione deve essere eseguita nell'assoluto rispetto dell'asepsi, deve essere il meno traumatica possibile, di rapida esecuzione.

Non va eseguita ad orari fissi.

N.B.: L'aspirazione va attuata solo a sondino completamente introdotto.

 

COMPLICAZIONI:

L' IPERVENTILAZIONE COL VA E VIENI:

Vantaggi del pallone manuale:

Ventilando il paz. col pallone si può apprezzare la presenza di secrezioni tracheobronchiali, si mobilizzano le stesse, e si assiste il paz. nella ventilazione coordinandosi con la sua inspirazione/espirazione.

La manovra deve essere fatta in modo corretto, tale cioè da non ipoventilare il paz. ad es. schiacciando poco il pallone o all'opposto da non provocare dei danni schiacciandolo con troppa energia.

Attenzione a che il flusso di O2 sia adeguato .

Rischi di contaminazione delle vie aeree (uso del filtro antibatterico).

L' ASPIRAZIONE E' TRAUMATIZZANTE PER LE VIE AEREE:

La manovra di aspirazione può produrre traumi (edema, emorragia, ulcera della mucosa tracheale ecc.) per cui il sondino deve avere un diametro appropriato tale ad es da non occludere completamente il lume del tubo, l'aspirazione deve essere rapida (il vuoto dovrebbe essere fornito di un manometro con una pressione tra 70 e 150 mm Hg.), il sondino deve arrestarsi una volta che ha oltrepassato la lunghezza del tubo o della cannula ( la cannula è più corta del tubo !!).

 

11) PROTOCOLLO PER IL CAMBIO DELLA CANNULA TRACHEOSTOMICA

MATERIALE OCCORRENTE:

PRIMA DELLA PROCEDURA aumentare la FIO2 DEL VENTILATORE AL 100%.

 

12) PROTOCOLLO PER L' ESECUZIONE DELLA TRACHEOTOMIA PERCUTANEA DILATATIVA SECNDO CIAGLIA

PER L' INTERVENTO SONO INDISPENSABILI 2 MEDICI E 1 I.P. SEMPRE PRESENTE.

MATERIALE OCCORRENTE:

PRIMA DELL' INIZIO DELL' INTERVENTO PORTARE LA FIO2 DEL VENTILATORE AL 100%.

 

A FINE INTERVENTO:

P.D.T. :AVVERTENZE E PRECAUZIONI OPERATORIE

 

 

12) CURA - IGIENE DEL CAVO ORALE:

OBIETTIVO:

Favorire il benessere e l'igiene, nonche' la terapia di malattie del cavo orale e delle labbra.

INDICAZIONI:

Paz. disorientati o incoscienti.

Paz. portatori di protesi respiratoria (Tubo-cannula tracheale) o di sonda

gastrica/intestinale.

Paz. con mucosa orale secca, disidratata.

Paz. con stato nutritivo scadente.

Paz. con problemi di deglutizione (vedi protesi respirat.).

Paz. immunocompromessi.

Paz. sottoposti a chemio-radioterapia.

FREQUENZA DEI CONTROLLI:

MATERIALE OCCORRENTE:

ESECUZIONE:

 

13) CURA - IGIENE DEGLI OCCHI

MATERIALE:

FREQUENZA:

° 3/4 volte al giorno (nei paz. in coma almeno 2 volte per turno)

Pulire l'occhio con la garza sterile umida procedendo dall' interno verso l'esterno

cambiando garza ogni volta finchè l'occhio non è pulito. Ciò per evitare di infettare od ostruire il condotto lacrimale. Nel paz. in coma applicare le lacrime artificiali (la fisiologica è irritante per l'occhio) o pomate sec. prescrizione medica.

 

14) FATTORI DI RISCHIO PER LO SVILUPPO DI LESIONI DELLA CUTE/ MUCOSE NEL PAZ. CRITICO:

IDENTIFICAZIONE DEI PAZ. A RISCHIO - PREVENZIONE:

 

Indicazioni:

Pazienti immobilizzati, che non possono essere posizionati ad intervalli frequenti o che hanno aree cutanee a rischio (letti a lenta perdita d'aria, costituiti da file di cuscini riempiti d'aria programmabili, che garantiscono la minor pressione-Nimbus-).

Pazienti immobilizzati con ferite chirurgiche, ulcere, ustioni,trapianti ecc. (letti fluidici, in cui è creato un ambiente fuidico facendo passare dell'aria sotto delle palline rivestite di silicone, coperte da una guaina semipermeabile-Clinitron-).

Vi sono poi: Letti pulsanti che associano oltre la possibilità di controllare la pressione sulle superfici anche quella di migliorare il ritorno venoso.

Letti oscillanti(i cuscini d'aria sono gonfiati/sgonfiati alternativamente per permettere la lenta rotazione del paz. o della struttura del letto) efficaci nella terapia kinetica per le mal. respiratorie.

Svantaggi di questi letti:

15) PROTOCOLLO DRENAGGIO PLEURICO

MATERIALE OCCORRENTE:

POSIZIONARE IL PAZIENTE, SEMISEDUTO (se possibile) SU UN FIANCO COL BRACCIO ALZATO E ABDOTTO, SORRETTO DALL' I.P.

 

 

 

· OBBIETTIVO: UNIFORMARE PER TUTTI GLI I.P. LE MODALITA' DI TENUTA ASETTICA DEL FIBROSCOPIO.

 

 

MATERIALE OCCORRENTE

 

-Garze sterili e non;

-Mascherine e occhiali paraschizzi;

-Guanti sterili e non;

-Tester;

-Contenitore PENTAX per l'immersione del fibroscopio;

-Bacinella reniforme;

-Acqua calda;

-Detergente per fibroscopio SEPTO 2YM;

-Spazzolina lunga e spazzolino corto (che si trovano nella valigia PENTAX);

-2 siringhe 30 ml;

-Glutaraldeide 2% (aldexid) in grande quantita';

-Contenitore PENTAX;

-1 camice sterile;

-Acqua bidistillata 500 ml;

-3 teli sterili.

 

PROCEDURA

 

1)Portare il fibroscopio usato in stanza n°19

2)Indossare guanti non sterili,mascherina e occhiali paraschizzi

3)Passare una garza non sterile inumidita per rimuovere i residui organici grossolani

4)Eseguire test di tenuta (leakage tester) nel seguente modo:

A- collegare saldamente il raccordo del tester alla presa dell'aria posta sul terminale del cavo luce del fibroscopio.

Il cappuccio argentato deve essere collegato al raccordo elettrico.Accertarsi che la presa e il tester siano asciutti.

B- ruotare il disco del gange per azzerare l'indicatore della pressione.

C- pressurizzare il fibroscopio pompando il bulbo a mano finche' l'indicatore del gange e' in zona verde ( 0,16-0,20 kg/cm^).Non pressurizzare in zona rossa per non provocare danni all'apparecchio.

D- immergere completamente il fibroscopio in acqua pulita nel lavandino della stanza n°19.Non immergere il tester completamente.

E- osservare attentamente il fibroscopio (ved.fig.).Inizialmente si possono formare delle bollicine provenienti dai recessi del fibroscopio:cio'e'normale.Se invece il flusso continua significa che c'e'una perdita,pertanto il fibroscopio va tolto subito dall'acqua e non piu'usato.

F-estrarre il fibroscopio dall'acqua.

G-scaricare la pressione esistente all'interno di esso aprendo la valvola di scarico sull'impugnatura del tester facendo tornare l'indicatore del gange a zero.Non scollegare mai il tester dal fibroscopio fino a che questo e'immerso nell'acqua.

5) PULIZIA: preparare in una bacinella reniforme acqua calda e detergente

6) Pulire delicatamente la superficie esterna del fibroscopio con garze pulite

7) Smontare il pulsante di aspirazione e la guarnizione del canale di biopsia e lavarli accuratamente

8) Pulire completamente il canale di biopsia usando lo spazzolino lungo e il canale di aspirazione usando lo spazzolino corto.Rimontare quindi la guarnizione del canale di biopsia

9) Sciacquare la superficie esterna ed interna accuratamente (quest'ultima con siringa da 30 ml)

10) STERILIZZAZIONE A FREDDO: mettere molta glutaraldeide nell'apposito contenitore Pentax per l'immersione del fibroscopio

11) Immergere il fibroscopio e il pulsante di aspirazione separatamente per 10 ore

12) Indossare camice sterile,guanti sterili,mascherina ed occhiali paraschizzi

13) Togliere lo strumento dal disinfettante e sciacquarlo con abbondante acqua bidistillata (500 ml) nella superficie esterna ed interna (quest'ultima con siringa 30 ml) avendo cura di eseguire la manovra in modo asettico

14) Asciugarlo con telo sterile

15) Inserire l'ETO-CAP,il cappuccio rosso che copre il canale di ventilazione

16) Vuotare il contenitore Pentax e asciugarlo con telo sterile

17) Riporre il fibroscopio dentro tale contenitore avendo cura di adagiarlo sopra un telo sterile e di coprirlo con un altro telo sterile.

 

MATERIALE OCCORRENTE PER LA MANUTENZIONE DEI FIBROSCOPI

- contenitore Pentax per l'immersione del fibroscopio;

- glutaraldeide (Aldexid) in grande quantita';

- Tester;

- detergente apposito;

- bacinella uniforme;

- acqua bidistillata;

- guanti monouso non sterili;

- guanti sterili;

- teli sterili;

- camici sterili;

- camici non sterili;

- mascherine e occhiali paraschizzi;

- garze sterili;

- garze non sterili;

- siringhe 20-30 ml.

 

RISORSE UMANE: ALMENO 2 OPERATORI.

 

 

PROTOCOLLO DI DETERSIONE E MANUTENZIONE DEI FIBROSCOPI

 

1) Indossare guanti monouso

2) Indossare mascherina con visiera e occhiali paraschizzo

3) Allestire la soluzione detergente

4) Subito dopo l'esame effettuato sul paziente passare una garza inumidita per rimuovere i residui organici.

 

Prima di procedere con le ulteriori operazioni di pulizia,il fibroscopio Pentax va sottoposto a test di tenuta mediante l'apposito apparecchio.

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TEST DI TENUTA (leakage tester)

 

 

1) Collegare saldamente il raccordo del tester alla presa dell'aria posta sul terminale del cavo luce del fibroscopio.Il cappuccio argentato deve essere collegato al raccordo elettrico.Accertarsi che la presa e il tester siano asciutti.

2) Ruotare il disco del gange per azzerare l'indicatore della pressione.

3) Pressurizzare il fibroscopio pompando il bulbo a mano finche' l'indicatore del gange e'in zona verde (0,16-0,20 kg/cm^).

NON PRESSURIZZARE IN ZONA ROSSA PER NON PROVOCARE DANNI ALL'APPARECCHIO!!!!

4) A questo punto immergere completamente il fibroscopio in acqua pulita.

NON IMMERGERE MAI IL TESTER COMPLETAMENTE!!!!

(vedi figura)

6) Osservare attentamente il fibroscopio.Inizialmente si possono formare delle bollicine provenienti dai recessi del fibroscopio: cio' e'normale.

Se invece il flusso continua significa che c'e' una perdita,pertanto il fibroscopio va subito tolto dall'acqua e non piu' utilizzato.

7) Dopo aver estratto il fibroscopio dall'acqua,scaricare la pressione esistente all'interno di esso aprendo la valvola di scarico sull'impugnatura del tester facendo tornare l'indicatore del gange a zero.

NON SCOLLEGARE MAI IL TESTER DAL FIBROSCOPIO FINCHE' E' IMMERSO NELL'ACQUA!!!!

Se il test di tenuta e' o.k.,si puo' procedere alla

 

PULIZIA

 

1) Preparare una bacinella contenente acqua calda e detergente

2) Pulire delicatamente la superficie esterna del fibroscopio.Smontare il pulsante di aspirazione e la guarnizione del canale di biopsia.Lavare accuratamente

3) Pulire completamente il canale di biopsia usando l'apposito spazzolino lungo

4) Pulire completamente il canale di aspirazione con l'apposito spazzolino corto fino a quando la sua estremita' non e' visibile nel vano del pulsante estraendolo poi delicatamente

5) Rimontare il pulsante di aspirazione e la guarnizione del canale di biopsia

6) Sciacquare la superficie interna ed esterna del fibroscopio accuratamente.

 

 

STERILIZZAZIONE A FREDDO

 

1) Mettere molta glutaraldeide nell'apposito contenitore Pentax per l'immersione del fibroscopio

2) Prima di immergere il fibroscopio nell'Aldexid occorre togliere il pulsante di aspirazione avendo cura di immergere anch'esso

3) Immergere il fibroscopio e tenerlo per 10 ore

4) Indossare camice,guanti sterili,mascherina e occhiali paraschizzi

5) Togliere lo strumento dal disinfettante

6) Sciacquarlo con abbondante acqua bidistillata nelle superfici interna ed esterna

7) Asciugarlo con telo sterile

8) Inserire l'ETO-CAP (cappuccio rosso che copre la presa d'aria o canale di ventilazione)

9) Vuotare il contenitore Pentax e asciugarlo con telo sterile

10) Riporre il fibroscopio dentro tale contenitore avendo cura di adagiarlo sopra un telo sterile e di coprirlo con un altro telo sterile. Controllare che il pulsante di aspirazione venga rimesso a posto.